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Sistema camerale unito contro i blocchi al transito lungo il Brennero. A Verona terza tappa del «Roadshow per il Brennero»: nella macroarea il Veneto pesa oltre il 23% nell’interscambio Ue. Crescono i mezzi di trasporto meno inquinanti

Verona, 10 aprile 2019 | Creare una rete di alleanze su più livelli territoriali per dialogare con la Commissione europea e aprire un confronto in sede comunitaria per tutelare lo sviluppo economico dei territori italiani e la possibilità per le imprese di competere ad armi pari. Con questo obiettivo, stamattina, si è tenuta a Verona la terza tappa del «Roadshow per il Brennero» («Strategie di intervento per il transito attraverso il Brennero. Verso un position paper del Sistema camerale a favore della libera circolazione delle merci lungo il corridoio Scandinavo-Mediterraneo»), l’iniziativa promossa dai Sistemi camerali di Emilia Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto contro la decisione del Governo Regionale Tirolese di limitare il transito di mezzi pesanti all’interno dei propri confini. Una decisione assunta unilateralmente e in contrasto con i diritti sanciti dall’Unione Europea in merito alla libera circolazione delle merci.

All’incontro nella sede dell’Ente camerale scaligero hanno partecipato Mario Pozza, presidente di Unioncamere del Veneto, Antonello Fontanili, direttore di Uniontrasporti, Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio di Verona, Roberto Crosta, segretario generale di Unioncamere del Veneto e Cesare Veneri, segretario generale della Camera di Commercio di Verona.

La strategia di difesa del territorio da parte del Tirolo si è concentrata sul contrasto all’ingresso dei camion all’interno dei propri confini. I dati 2017 di Uniontrasporti dimostrano che, nella macroarea considerata, i mezzi Euro 6 sono raddoppiati rispetto al 2016 e rappresentano il 6,7% del totale. Gli Euro 5 sono pari al 15,6%, mentre i mezzi più inquinanti (Euro 0-3) sono scesi sotto il 70%. I territori più virtuosi sono Alto Adige con il 44,3% complessivo tra Euro 5 e 6, seguito dal Trentino col 33,6%. In Veneto il 69,6% dei mezzi è euro 0-3.

«Un sistema sconnesso è un sistema che danneggia la competitività delle imprese e causa un costo a tutti, sui trasporti e sulle imprese che trasportano – ha sottolineato Mario Pozza, presidente Unioncamere Veneto –. Il Sistema camerale ha la chiara visione di un territorio in cui le vie di comunicazione devono essere una strategia di business, quindi devono essere sicure, interconnesse e funzionanti. L’interconnessione è un must per ogni regione italiana ed in particolar modo per le regioni locomotiva dell’economia e frontiere verso le vie del Nord. Mi auguro che la chiara visione del Sistema camerale sia presto condivisa dalla politica e dia alle imprese il giusto assist per fare impresa».  

Attraverso l’arco alpino transita la metà delle esportazioni italiane e oltre il 70% dei flussi import-export dell’Italia con l’Ue. Con oltre 50 milioni di tonnellate merci sugli oltre 160 milioni che varcano i confini terrestri nazionali, l’asse del Brennero è un segmento fondamentale del Corridoio Scandinavo–Mediterraneo.

Le quattro regioni del Nord pesano il 60% dell’interscambio con l’Ue28 (305 mld euro) e circa il 38,5% dell’interscambio tra Italia e Paesi ScanMed (82 mld euro), con un maggiore peso per l’export. All’interno della macroarea, il Veneto pesa oltre il 23% nell’interscambio Ue28.

Nel 2018, per i soli settori oggetto di “divieto settoriale” (materie prime, materiali grezzi, veicoli e rimorchi), sono transitate merci per un valore di 46 miliardi di euro. Senza contare i prossimi divieti che scatteranno dal 1° agosto 2019 (chimica, metalli, macchinari e apparecchiature) e dal 1° ottobre 2019 (carta e cartone, tubi e profilati e prodotti del petrolio liquido), settori per i quali nel 2018 il valore economico transitato quantificato è di 137 miliardi di euro.

«La posizione delle Camere di Commercio lungo l’asse del Brennero è critica rispetto a qualsiasi forma di divieto che limiti la libera circolazione delle merci nell’Ue, ma allo stesso tempo vuole essere propositiva e aperta alla discussione in merito a misure di medio-periodo, anche legate alla modalità ferroviaria, da applicarsi nell’attesa del completamento della Galleria di Base del Brennero – ha spiegato Antonello Fontanili, direttore Uniontrasporti –. Abbiamo scelto Verona quale tappa del nostro «Roadshow» perché questo è un nodo fondamentale per la logistica nazionale, incrocio di due importanti corridoi e sede del principale interporto europeo».

“I divieti di transito imposti dall’Austria – ha commentato Giuseppe Riello, Presidente della Camera di Commercio di Verona - senza alcun rispetto del principio di libera circolazione delle merci sancito dall’Unione Europea incidono pesantemente sulla logistica delle merci nell’area del veronese, da secoli crocevia di scambi e merci. Dal solo Quadrante Europa transitano verso il Brennero 36 milioni di tonnellate di merci su gomma. A queste poi si aggiungono i prodotti esportati e importati nell’Europa centrale e del Nord, cioè quelli lungo l’asse mediterraneo-scandinavo che registrano un interscambio totale di 13,8 miliardi di euro, il 51% dell’interscambio complessivo realizzato dalle imprese veronesi nel 2018. E’ inaccettabile una posizione aprioristica e non concertata: anche le nostre imprese mirano ad uno sviluppo sostenibile, ma questo non è incompatibile con una logistica fluida e efficiente.

Il «Roadshow Brennero», che ha già toccato Modena, Mantova e Verona, si sposterà ora a Trento, Bolzano, Monaco di Baviera per concludersi a Roma a metà maggio.

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